il fagiolo magico?

E’ apparso all’improvviso.

La terra da queste parti è ricca e fertile. Da un giorno con l’altro rametti insignificanti diventano alberi di qualche metro. E poi in questo periodo ogni giorno o quasi fa uno scrollino e tutto intorno è verde, gigantesco, luminoso.

Nel mio percorso da scalza cerco di evitare la pavimentazione di Aldo che mi fa saltellare e dire ahi ahi e scelgo i percorsi con la sabbia. Aldo si è fatto venire dei piedi africani, cammina su frantumi di corallo con passo morbido e sicuro. Io lo seguo stortignaccola e ballonzolante chiedendomi come accidenti riesca a non farsi male.

Ma in uno dei miei personali percorsi mi sono imbattuta in un fagiolino. Arrampicato su uno stelo porcellanoso e fragile, il fagiolino aperto con le prime foglioline che spuntano.

L’ho segnalato ad Aldo e poiché era buio abbiamo fatto un disegno sulla sabbia con scritto DON’T KILL per il rastrellatore che puntualmente tutte le mattine rastrella la sabbia.

Stamattina appena affacciata ho chiesto notizie del fagiolino. Aldo mi ha comunicato che era sopravvissuto al rastrellatore che non aveva assolutamente badato ai nostri segnali.

Ecco il fagiolino.

 

Questa sera l’ho trapiantato vicino ad un sostegno.

Sono curiosissima di scoprire che tipo di fagiolo è….

una bicicletta

Sono una gran fifona. Ma certe volte la fifa mi possiede prima di affrontare ciò che mi fa fifa. Mi tormento per tutto il tempo che precede il momento che genera la fifa. E poi quando arriva il momento (certe volte) la fifa mi passa e sopraggiunge invece una irresistibile curiosità. E dimentico completamente la fifa. La ignoro senza sforzo.

Così mi sono detta: prenderò una bicicletta quando sarò a Watamu. E dopo aver preso questa decisione con me stessa sono stata assalita dalla fifa. Ho cominciato a pensare: guidano come pazzi, il terreno è accidentato, l’asfalto molto più in alto del bordo strada, se devo saltar giù di corsa cado… e chissà cos’altro. Ma me lo ero ripromesso e così Silvia l’insostituibile mi ha accompagnata da Lucy, cicciottella sorridente. Grazie a Silvia il noleggio costa 300 scellini al giorno. Un euro oggi vale 122 scellini (creo di aver capito)

E così adesso viaggio in bicicletta, non ho fifa durante il viaggio, il traffico è scarsissimo, nessuno mi ha importunata lungo il tragitto. Ma soprattutto sento gli odori.

Andare così lenti e senza la protezione di un’automobile consente di sentire tutti gli odori. L’odore costante e predominante è un profumo di fiori e di aria calda. E poi arrivano zaffate di marcescenze, di tubo di scarico (ma cosa bruciano i motori delle macchine da queste parti?), aromi di fritto, di cibo e poi allontanandosi dal villaggio di nuovo la fragranza tiepida di fiori.

Ho viaggiato senza la protezione della crema, a testa scoperta. Devo attrezzarmi meglio per le mie gite. Ma si va….

la bicicletta

Taormina

Passeggio la sera per Taormina. Mi piace molto questa fontana

Gallina amore mio

Le ho sempre amate, le ho sempre desiderate. Mi ha sempre affascinato la magia dell’uovo, buono, nutriente, simbolico, unità di misura del perfetto, del bello, di ciò che deve nascere, inatteso e sperato.
Ma soprattutto loro. Belle, intelligenti colorate. E curiose, pazze, spregiudicate, anche aggressive, oggetto di desideri, pronte a cambiare direzione.
Sono bellissime quando covano: immobili, sguardo fisso. Certe volte devo togliere delle uova, quelle fresche e lasciare solo quelle che voglio far covare. Allora le sollevo. Mentre avvicino le mani si risvegliano dalla cova, si gonfiano tutte e cominciano a strillare. In genere si limitano alla minaccia, ma ce ne sono alcune veramente decise e veloci come saette che mi pizzicano col becco le mani. E fanno molto male. Così devo mettere dei guantoni protettivi prima di sollevarle. Alcune riconoscono la mia figura e cominciano a strillare quando sono a metri di distanza. Garantisco che inquietano.

Sono creature generose. Ma sono soprattutto desiderabili. Le desiderano i galli, le volpi, le faine, gli umani. Io stessa le ho a modo mio desiderate a lungo. Le galline sono una compagnia allegra e dinamica.

Guardandole mi sembra evidente la loro ascendenza fossile. Soprattutto quando corrono, appena viene aperto il pollaio o se mi avvicino con del cibo, si capisce che sono dinosauri. Secondo il mio personalissimo parere i dinosauri erano delle galline giganti e un giorno si scoprirà che avevano piume e penne. E noi ringrazieremo il cielo di essere nati in un periodo in cui le galline al massimo sono alte cinquanta centimetri e non dieci metri.