La fine del mondo

La fine del mondo

A volte il mondo sterza all’improvviso e io invece proseguo inerte la mia corsa, e passa un po’ di tempo prima che mi accorga di essere fuori strada.
L’altro ieri in effetti si capiva  che stava arrivando la fine del mondo. Quelle nuvole grigie alte che correvano all’impazzata trascinate dal vento. Tutto quel traffico. Forse gli altri lo avevano già capito. Io no. Io avevo solo quella sensazione di malessere, ma non riuscendo a darle un nome ho fatto finta che non esistesse.
E invece quando sono arrivata a casa la notizia mi ha incontrata prima ancora di togliermi il cappotto.
“Ho deciso che smettiamo di fare vino. Perdiamo una quantità insensata di quattrini. Adesso basta”
Sono riuscita a mugolare un “Noooo….” intanto che il cervello mi friggeva, annaspando alla ricerca di una soluzione, della soluzione, lì su due piedi, all’ingresso, col cappotto in mano.
Immagini ingarbugliate e pensieri affannati.
Il mondo ha sterzato.
Io ho chiesto una proroga per digerire e per dare tempo al miracolo di manifestarsi così all’ultimo momento e di sistemare le cose. Per riallineare il mondo al mio percorso.
Non so se questa volta quella benedetta bacchetta magica apparirà, almeno questa volta, è tanto tempo che la aspetto, magari adesso arriva, oppure se un’altra volta dovrò girare lo sguardo per capire quale direzione ha preso il mondo e cercare di riallinearmi ancora.
Ogni volta faccio un po’ più di fatica.
Vorrei sedermi, chiudere gli occhi e fare finta di niente.
Magari se sto seduta qui per un po’ in silenzio fa meno male.

 

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